I Cocktails Ready to Drink

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Cocktails in bottiglia, non invecchiati e Ready to Drink!


Imbottigliati per consentire di ricreare a casa l’esperienza del cocktail preparato nel locale.
I drinks sono proposti nelle loro ricette originali e già bilanciati con la necessaria diluizione, così da consentire all’utente finale una fruizione semplice e veloce.
I Cocktails sono disponibili nelle seguenti versioni:
  • NEGRONI: L’origine di questo drink è legata a diverse ipotesi. La più accreditata è quella che lo vede nascere tra il 1917 ed il 1920 al bar Casoni di Firenze, dove fu creato per il conte Camillo Negroni, bevitore incallito e amante della bella vita, dal suo fido barman Fosco Scarselli. Si narra che il conte, forte bevitore,non gradisse l’acqua di soda nell’Americano, il drink più gettonato dell’epoca, e suggerì quindi al barman Scarselli di aggiungere anche del Gin. Il successo del drink fu immediato ed ancora oggi è probabilmente il cocktail aperitivo più venduto in Italia. La ricetta originale prevedeva una “spruzzatina” di soda con con la parte di Vermouth in quantità leggermente superiore.
    70 cl 22% Vol.
  • MILANO TORINO: Il drink Milano-Torino (abbreviato in Mi-To) è un aperitivo tutto italiano che nacque nella seconda metà dell’800. Prende il nome dalle eccellenze delle due città, il Bitter di Milano e il Vermouth di Torino. Veniva servito in bicchieri bassi, senza decorazioni e senza ghiaccio. Intorno ai primi del ‘900 nacque, come prima variante del drink, l’Americano. Quest’ultimo aveva praticamente gli stessi ingredienti, ossia il Vermouth e il Bitter, con il primo in quantità maggiore del secondo. Veniva chiamato così perchè era la maniera “americana” di bere il Vermouth, l’aperitivo nobile italiano, con l’aggiunta di liquori, amari, altri distillati e spesso di soda. Il Mi-To, invece, prevede parti uguali tra Bitter e Vermouth, oggi per Americano si intende un Mi-To con l’aggiunta di soda, servito rigorosamente “on the rocks”.
    70 cl 17,2% Vol.
  • MAHONEY: Il Martini Cocktail é il re dei cocktail, il più conosciuto e richiesto al mondo. La data della sua creazione è controversa così come la sua paternità. Molti sostengono che derivi dal Martinez e che sia nato verso fine ‘800 quando erano molto richieste bevande “dry”. I bar erano affollati di uomini d’affari che preferivano cocktails con pochi zuccheri in modo da poterne bere di più. La prima ricetta apparve sul New York Herald nel 1897, era servita all’Hoffman House e si chiamava “Mahoney Cocktail” dal cognome dell’Head Bartender. Prevedeva parti uguali di London Dry Gin e Vermouth Dry con qualche goccia di Orange Bitter. Era in tutti i sensi quelli che noi oggi conosciamo con il nome di Martini Cocktail.
    70 cl 22% Vol.
  • HANKY PANKY: Quella dell’Hanky Panky è una storia di emancipazione femminile ricca di aneddoti. Tutto ebbe inizio quando nel 1903 Rupert D’Oyly Carte decise di promuovere Ada Coleman head bartender all’American Bar del Savoy Hotel di Londra, una scelta coraggiosa in un periodo in cui le donne che frequentavano i bar erano oggetto di riprovazione sociale. Ada Coleman, nota con il soprannome di Coley, divenne così il primo bar manager donna in quello che da sempre è considerato il tempio mondiale della miscelazione. Tra i clienti illustri vi era anche Sir Charles Hawtrey, famoso attore e regista dell’epoca vittoriana. Una sera entrò al bar e chiese qualcosa che avesse un buon “kick” alcolico; era il 1920 e Ada Coleman gli propose una sua nuova creazione composta da parti uguali di Vermouth e London Dry Gin con l’aggiunta di qualche goccia di Fernet. Hawtrey a quel punto esclamò: “Questo è un vero Hanky Panky (un vero imbroglio)!
    70 cl 22,3% Vol.