Uovo a pois

Storia

La mia storia ha inizio quando a 6 anni ho cominciato a gironzolare tra i fornelli, prima dalla nonna poi nel ristorante di mia zia. Da lì la curiosità è diventata passione. Dai 14 anni ai 19 anni è stato un susseguirsi di lezioni, studio e lavoro. Poi la laurea in chimica, la partenza per Tokyo, dove sono rimasto 6 mesi. Nel 2010 ho iniziato una bellissima esperienza al ristorante stellato La Parolina dove ho potuto affinare tecniche e metodi di lavoro. Nel 2011 sono approdato nella capitale, prima a fianco dello chef stellato Noda Kotaro, poi alla corte di Heinz Beck alla Pergola. Dopo altre esperienze tra pasticcerie e ristoranti è nata l’idea di Uovo a pois, una linea di pasticceria che potesse coniugare qualità e dolci di stampo gourmet, con prodotti sani, a km 0 ecosostenibili e biologici.

Identità

La grande sfida che ha accolto Uovo a Pois è quella di realizzare dolci naturali che non abbiano nulla da invidiare ai dolci “tradizionali” in quanto a gusto e golosità. Il 100% integrale e il senza latte non sono debolezze, al contrario, li abbiamo resi i punti di forza. I nostri prodotti cambiano spesso al variare della stagionalità e della disponibilità degli ingredienti.

Tre aggettivi

Innovativo, Goloso, Naturale

La mia storia ha inizio quando a 6 anni ho cominciato a gironzolare tra i fornelli, prima dalla nonna poi nel ristorante di mia zia. Da lì la curiosità è diventata passione. Dai 14 anni ai 19 anni è stato un susseguirsi di lezioni, studio e lavoro. Poi la laurea in chimica, la partenza per Tokyo, dove sono rimasto 6 mesi. Nel 2010 ho iniziato una bellissima esperienza al ristorante stellato La Parolina dove ho potuto affinare tecniche e metodi di lavoro. Nel 2011 sono approdato nella capitale, prima a fianco dello chef stellato Noda Kotaro, poi alla corte di Heinz Beck alla Pergola. Dopo altre esperienze tra pasticcerie e ristoranti è nata l’idea di Uovo a pois, una linea di pasticceria che potesse coniugare qualità e dolci di stampo gourmet, con prodotti sani, a km 0 ecosostenibili e biologici.

La grande sfida che ha accolto Uovo a Pois è quella di realizzare dolci naturali che non abbiano nulla da invidiare ai dolci “tradizionali” in quanto a gusto e golosità. Il 100% integrale e il senza latte non sono debolezze, al contrario, li abbiamo resi i punti di forza. I nostri prodotti cambiano spesso al variare della stagionalità e della disponibilità degli ingredienti.

Innovativo, Goloso, Naturale

Gambero Rosso

E’ arrivata la pasticceria alternativa di Alberto Paciaroni, giovane chimico-chef (classe 1986) d’esperienza con un passato a La Parolina di Trevinano e alla corte di Heinz Beck, che ora accoglie i clienti dietro al piccolo banco di Uovo a Pois. L’approccio alternativo si riconosce su tutta la linea, dal nome delle proposte – con la classica Sacher (al fondente Domori) che diventa Search, la ‘Nsalata con bavarese alle arance, olive candite, biscotto al vino e finocchietto e polvere d’arancia, il Poisnettone100% integrale per un Natale senza burro e senza conservanti; ma ci sono anche cornetti integrali vegani, waffle, brioche e ciambelle per la colazione – alla filosofia del laboratorio, che promuove una pasticceria naturale, integrale (zuccheri e farine), senza latte o grassi idrogenati con ingredienti di prima qualità, con tanti prodotti per vegani.

E tante sono anche le alternative allo zucchero tradizionale: sciroppo d’agave, stevia, malto di riso, miele, frutta essiccata. Una sperimentazione lunga un anno per arrivare al risultato finale che si concede qualche deroga solo nell’uso dello zucchero a velo e di piccole percentuali di coloranti per cake design qua e là.

Grande Cucina

Da un’idea del giovane pasticcere Alberto Paciaroni ha aperto a Roma Uovo à Pois, una nuova pasticceria dal concept estremo perché esalta al massimo l’espressione del “mangiare sano. E così il dolce diventa alternativo

Il progetto è di quelli decisamente ambiziosi, ossia reinterpretare con gusto e creatività la pasticceria classica, selezionando ingredienti di primissima qualità, usando solo zuccheri e farine integrali, naturali e non raffinati, ed evitando l’uso di latte, latticini e grassi idrogenati. In pratica esporre nel ricco bancone solo dolci appetitosi, che nulla abbiano da invidiare all’offerta dolciaria tradizionale, ma che allo stesso tempo siano perfetta espressione del “mangiare sano”.