28 Posti

Storia

Marco Ambrosino, il giovane chef di Procida a capo della brigata, propone una cucina sofisticata, d’avanguardia, ma molto legata alla stagionalità e attenta alla qualità degli alimenti proposti grazie ad un’accurata selezione di prodotti scelti ogni giorno da lui personalmente. Una cucina d’autore ma alla portata di tutti, orientata da valori etici, al rispetto dell’ambiente e all’equità dei processi di produzione. Le sue precedenti esperienze (tra cui citiamo quella al Melograno di Ischia con la chef Libera Iovine e al Noma di Copenhagen) gli hanno permesso di creare un equilibrato connubio tra la cucina tradizionale campana e quella sperimentale e d'avanguardia, imparando ad usare materie prime di qualità ma anche meno nobili. Il menù, che cambia ogni due mesi, può soddisfare anche le esigenze di celiaci, vegani e vegetariani. Anche per i vini viene fatta un’accurata selezione, privilegiando produttori e vignaioli artigianali.

Identità

La cucina è l'anima del progetto, a cui gli ospiti possono accedere tramite un rapido passaggio obbligatorio all'ingresso e una feritoia in sala che svela la preparazione dei piatti. Nel gennaio 2020 il ristorante ha affidato alla designer Cristina Celestino la direzione artistica di un nuovo intervento di progettazione degli interni che ha voluto mantenere i tratti stilistici di 28 Posti legati ai concetti di autenticità, materia, semplicità, origine; avvalendosi della gamma di prodotti di Fornace Brioni  e Matteo Brioni. 

Tre aggettivi

Sperimentale, Innovativo, Identitario

Marco Ambrosino, il giovane chef di Procida a capo della brigata, propone una cucina sofisticata, d’avanguardia, ma molto legata alla stagionalità e attenta alla qualità degli alimenti proposti grazie ad un’accurata selezione di prodotti scelti ogni giorno da lui personalmente. Una cucina d’autore ma alla portata di tutti, orientata da valori etici, al rispetto dell’ambiente e all’equità dei processi di produzione. Le sue precedenti esperienze (tra cui citiamo quella al Melograno di Ischia con la chef Libera Iovine e al Noma di Copenhagen) gli hanno permesso di creare un equilibrato connubio tra la cucina tradizionale campana e quella sperimentale e d'avanguardia, imparando ad usare materie prime di qualità ma anche meno nobili. Il menù, che cambia ogni due mesi, può soddisfare anche le esigenze di celiaci, vegani e vegetariani. Anche per i vini viene fatta un’accurata selezione, privilegiando produttori e vignaioli artigianali.

La cucina è l'anima del progetto, a cui gli ospiti possono accedere tramite un rapido passaggio obbligatorio all'ingresso e una feritoia in sala che svela la preparazione dei piatti. Nel gennaio 2020 il ristorante ha affidato alla designer Cristina Celestino la direzione artistica di un nuovo intervento di progettazione degli interni che ha voluto mantenere i tratti stilistici di 28 Posti legati ai concetti di autenticità, materia, semplicità, origine; avvalendosi della gamma di prodotti di Fornace Brioni  e Matteo Brioni. 

Sperimentale, Innovativo, Identitario